Cesare Riva

Soldi, Soldi, Soldi....

SEZIONE OTRE BAZAR

Io sono grasso di felicità,

soldo,

un cibo che certo non è 

di chi ti lascia nella propria 

vita entrare prepotente

lasciandosi guidare e sempre,

soldo,

in loro ti compi completamente.

 

Io sono grasso di felicità,

soldo, 

e questa è la paga più bella

per il poeta che non t’ingoia,

non ti vuole e non ti cerca

per ciò che è naturale parto 

d’un attimo di gioia o di tristezza.

Soldo,

cerca d’intendere bene.

 

Io sono grasso di felicità,

soldo, 

e che tu sia dannato 

anche se giunge questa mia

bestemmia a quel miliardo

e più musi di topo

che d’adorano novello dio,

soldo, 

ipocriti come te.

 

Io sono grasso di felicità,

soldo, 

dalle due faccie di allegria

e disgrazia, che rovini

cervelli a tuo piacere.

Sono felice perché io uso te

per arricchire la mia mente, 

soldo,

soldo di merda.